venerdì 25 gennaio 2008

Attraversare la strada

Titolo: Attraversare la strada

Luogo: Bresso (MI) Italy

Periodo: Inizio 2005

Protagonisti: Daniele 39 anni (papà), Ruben quasi 1 anno (figlio)

Riferimento: daniele6766@yahoo.it

Descrizione:

Una delle maggiori preoccupazioni dei genitori metropolitani è impedire ai propri figli piccoli di farsi investire dalle auto. Da qualche tempo Ruben ha imparato a camminare autonomamente e mi capita di portarlo in giro per le strade della mia cittadina per mano (senza passeggino). Se non ho fretta preferisco accompagnarlo lasciandolo il più possibile esplorare il territorio.

Durante la passeggiata non ci sono reali pericoli, se non l’attraversamento della strada quando capita.

Le prime volte che è successo l’ho preso in braccio per evitare che si precipitasse nel bel mezzo della via senza controllo ma ora capisco che devo trovare il modo che attraversi lasciandosi tenere per mano. Raggiungere questo obiettivo mi libererebbe da molte tensioni e mi sentirei più tranquillo.

Potrei semplicemente proibirgli di farlo da solo oppure spiegargli il pericolo e raggiungere un accordo. Dopo qualche tentativo autoritario abbastanza infruttuoso e deludente scelgo la seconda via.

Allorchè stiamo per attraversare insieme ci fermiamo, mi piego sulle gambe e mi porto alla sua altezza e gli parlo viso a viso facendogli sentire il contatto fisico. Mi sembra un atteggiamento che da forza e importanza a quello che gli sto per dire.

Naturalmente è molto difficile spiegargli razionalmente il concetto di pericolo, di gravità, di incidente o di morte però posso farglielo sentire attraverso il linguaggio non verbale: un tono della voce preoccupato e allarmato, la presenza del mio corpo teso verso di lui per proteggerlo, le parole scandite con calma ma fermezza, lo sguardo in cerca della sua attenzione.

Le prime volte che l’ho fatto apparentemente non è successo niente e ho dovuto comunque arrestare fisicamente la sua impetuosità, la sua curiosità e ansia di muoversi liberamente.

Poi, a poco a poco, questo “contatto” ha avuto presa e così ha imparato a fermarsi prima di scendere dal marciapiede e a aspettare la mia mano. L’ha fatto consapevolmente e non ho più dovuto rincorrerlo.

Cercare una comunicazione basata sulla fiducia con un essere così piccolo è una prova abbastanza dura per un adulto.

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